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日志


5月19日

Gomorra

Più che un film direi un vero e propio incubo:nero,cupo e privo di ogni barlume di speranza,Gomorra è una pellicola capace di generare angoscia e disagio a ogni sequenza...la realtà sputata in faccia allo spettatore senza nessun tipo di vincolo,attori presi direttamente dalla strada e affiancati da due "mostri" come Servillo e Imparato (la prova attoriale del secondo è immensa),luoghi e vicende capaci di inchiodare chiunque alla poltrona allontanadosi finalmente da un certo tipo di cinema estetizzante e spettacolare,perchè la pellicola di Garrone è straordinariamente reale,una fotografia lucida e spietata di un mondo chiuso,violento e impenetrabile.Girato nelle strade di Scampia impressiona e sgomenta, indubbiamente per la bontà della sua realizzazione: oggettivo senza essere documentaristico, girato nei luoghi reali teatro delle faide di camorra con buona parte degli attori non professionisti e pure loro realmente a contatto con la piaga camorrista nella vita di tutti giorni.
Ma lo sgomento viene principalmente dalla presa d'atto che la camorra è ovunque. Nel film non appare mai lo stato, la civiltà, una seppur minima condivisione di valori morali. La camorra ti trova il lavoro, se non lavori pensa al tuo mantenimento, è la tua massima aspirazione da bambino e ti segue anche all'obitorio per l'ultimo saluto. E' il matrimonio al piano di sotto e contemporaneamente lo spaccio di droga al piano di sopra in quella diabolica costruzione che sono le Vele di Scampia, veri e propri cerchi infernali. E' padre Pio che trasloca per seguire il nuovo clan, è in definitiva una condanna scritta su chi nasce in quei luoghi senza lasciar intravedere alcuna possibilità di riscatto per le generazioni a venire.
E in mezzo a tutto questo una colossale enorme montagna di soldi, presente costantemente in quasi ogni scena del film, molto più di qualunque attore, anche più del sangue.
Garrone è abilissimo ad alternare riprese che stanno addosso ai personaggi, quasi ad inquadrare l'assenza di spazi per respirare aria diversa, appartenente ad altri mondi, a riprese che, al contrario, inquadrano il territorio nella sua interezza rendendo ancor più visibile la chiusura del microcosmo stesso,merita una citazione a parte la sequenza in cui Garrone riprende dall'alto Don Ciro schiacciato dal peso della paura e del senso di colpa che cammina tra i cadaveri e il sangue di coloro che è stato in parte costretto a tradire. Sequenza quanto mai emblematica.
Ottima anche la colonna sonora che non sceglie brani d'effetto, bensì brani "reali", facenti parte di quella realtà. Brani che si mischiano alle urla di sottofondo, alle voci di Scampìa, onnipresenti.
Toni Servillo è immenso, in particolar modo quando, come in questo caso, si trova a recitare la parte di personaggi a lui conterranei.
Del libro, il film sceglie alcuni fili, li intreccia, s'impone come uno sciroppo avvelenato, senza la possibilità di voltar pagina o sospendere la lettura.
Anche se il libro è ancora più bello e più esaustivo... di più non si poteva pretendere dal film!
Voto al film: 8,5
Voto al libro: 10